Come prima, più di prima?

Giornali, riviste, libri ormai ci dicono molto del fenomeno del grillismo, come ci hanno detto molto del berlusconismo. Le diversità sono molte, pur se entrambi i protagonisti sono due grandi comunicatori, entrambi di successo ognuno per la sua parte ed entrambi entrati di forza e di colpo nella politica attiva e con grande affermazione. Sono però profondamente diversi.
Il grande ed eclettico imprenditore ha preparato il suo ingresso con un vasto spiegamento di mezzi, di risorse umane prese prevalentemente dalle strutture commerciali delle proprie aziende, con il sostegno anche di esperienze politiche e culturali, di un programma affascinante per un paese da far diventare realmente liberale e democratico.
Il noto attore comico, certo da non sottovalutare per intelligenza, naturale capacità critica, forte e aggressiva personalità, si è avvalso della capacità tecnica del suo “guru” che è pure un personaggio assai particolare, convinto, avendolo più volte scritto, che il mondo, dai tecnocrati di New York alle tribù centro africane vivrà presto tutto con e di Internet, che fra pochi anni ci sarà la terza guerra mondiale e che il potere si può conquistare con i blog.
Entrambi, ognuno al suo avvio, hanno colto l’evidenza di problematiche attuali, del disagio giovanile e sociale, dei nuovi sistemi di comunicazione, della volontà di protagonismo e di spettacolo che la gente quasi inconsapevolmente esprime, della grande rabbia del paese in difficoltà. Ognuno per il suo tempo, prima la potente televisione, ora l’altrettanto forte rete d’internet.
Grillo e Casaleggio hanno dimostrato che il loro sistema può funzionare, che il grande fratello può condizionare e convincere, che la società del futuro, per fortuna e per ora solo in parte, sembra essere determinata dall’“omino del computer”, sconosciuto e potente.
Inizia dopo il berlusconismo l’era del grillismo? Cambiano le sementi ma il terreno è lo stesso: c’è lo scandalo della gente per il mal governo, il rifiuto di una politica fatta sembrare tutta corrotta, di parlamentari comparabili in contanti, di partiti mangia denaro e incapaci di fare riforme utili al Paese, di tangenti ormai più che diffuse, di dirigenti politici selezionati con criteri a dir poco “amicali”. Più o meno il quadro di tangentopoli, ora aggravato dalla grave crisi economica e dalla necessità di sobrietà, di risparmio. Senza contare l’esistenza ormai diffusa di povertà.
Allora Berlusconi puntò, in positivo, al “Forza Italia”, alla grande promessa, al Paese nuovo, alla politica vicina ai cittadini, alla liberal democrazia. Ora Grillo punta, in negativo, al “distruggo tutto”, all’eliminazione di tutta, ma proprio tutta, la classe dirigente politica. Dimentica l’altra classe dirigente, più potente della prima, della pubblica amministrazione, della finanza, delle professioni, della Magistratura, dei corpi dello Stato. Propone un Parlamento di sconosciuti, voluti da lui e Casaleggio, che è il vero padrone della macchina, “ l’omino del computer” che tutto governa. Egli sembra più furbo che santo, ben consapevole della propria strategia da profeta del mondo e della propria forza di super tecnico di Internet. Del resto la gente li ha abbondantemente votati. Di fronte all’irruenza, pacifica, goliardica, da campeggio estivo dei neo parlamentari grillini, veramente ignari del proprio status, c’è però la loro totale, devota obbedienza ai due consoli, apparentemente con pari poteri. È un’obbedienza pericolosa perché nasce da una dipendenza.
 Un’obbedienza, ma ben diversa e meno diffusa, era già apparsa nell’era berlusconiana e aveva creato anche rifiuti, abbandoni, esclusioni, secessioni.
Sappiamo che al peggio non c’è mai limite, ma non vogliamo pensare che proprio lì stiamo andando. Forse la conoscenza fisica dei neodeputati è solo da poco cominciata; se, però il giorno si vede dal mattino c’è da essere preoccupati. Qualcuno di fronte a tutto ciò dice che rimpiangeremo Berlusconi. L’autorevole neo eletta capogruppo grillina sembra rimpiangere Mussolini. La Russa e Storace saranno certo preoccupati per lo scavalcamento! A parte errori e battute, si cerca qualcuno, nel Parlamento, capace di non avere rimpianti, di pensare al futuro con comportamenti e azioni concrete.

1 Response to "Come prima, più di prima?"

  • Gianni Porzi says:
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