La bandiera obbligatoria

Bazzecole
I problemi che ci sono nelle regioni italiane sono complessi e faticosi, le leggi complicate. È più semplice legiferare dove sono sufficienti slogan e battute. Come ha fatto il Veneto, dove, su spinta di Zaia, più leghista che presidente, si è discusso e votato sulla bandiera veneta da esporre obbligatoriamente. Se lo Stato non è d’accordo, si è “considerati una colonia”. Ma, i capi delle colonie erano un po’ meglio di questi nuovi leader e si battevano, rischiando e rimettendoci la vita, con coraggio, anche dalle galere dove i governi europei li tenevano per anni.
Basti pensare a Gandhi e a Mandela, a  Al Mukhtar in Libia o ad Hailé Selassié in Etiopia o Abdullah Hassan in Somalia, per ricordare le nostre colonie, o Lumumba in Congo e tanti altri ancora.
Non cercavano “autonomie” seduti su poltrone presidenziali con i loro poteri, ma libertà, fine del dominio di duro colonialismo e, illudendosi, anche dello sfruttamento dei loro territori.
Ma è tutto comprensibile. In vista del referendum sulla “autonomia veneta”, anche una leggina sulla bandiera serve, e si aggiunge alla spesa, di parecchi milioni di euro, di questo puro e semplice evento di campagna elettorale, utile solo a un partito e per le prossime elezioni politiche.
Vogliamo diventare come Aosta o Trento e Bolzano, che rappresentano una vergognosa spesa per lo Stato, una violazione dell’art. 3 della Costituzione creando disparità tra i cittadini, ormai senza alcun serio e reale motivo, diventando come loro. Sarebbe ben più logico affermare e battersi per la fine di quei privilegi, ormai antistorici e superati, dati a province e regioni ricche a spese di altre regioni e dello Stato e fare uno sforzo politico per eliminarle e rivedere le competenze in modo più organico e definito.
Ecco perché la bandiera veneta, imposta con legge  regionale, è, oltre che una norma incostituzionale e quindi cassabile, una dimostrazione di debolezza della regione. Molti comuni e uffici la espongono volontariamente e se lo faranno tutti sarebbe anche bello ma, esposta liberamente. Se vogliamo anche provocatoriamente, come avveniva durante il Risorgimento con il tricolore. Essere solo uno strumento elettorale che spinge verso un referendum consultivo che sarà esaltato come volontà popolare e generale di tipo separatista, anche perché la vera autonomia politica e giuridica ce l’hanno solo gli Stati. Molto più corretto il comportamento dei partiti di Scozia o Catalogna, che vogliono la vera scissione, e lo dichiarano, con più coraggio. Ma se in Veneto la Lega lo dicesse chiaramente, come faceva al tempo del primo Bossi, potrebbe ottenere gli stessi consensi? Meglio limitarsi alla bandiera e poi fare come con i vaccini, lasciarla cassare dallo Stato, furberie da quattro soldi, per poter dire alla gente che peraltro non è così stupida, di uno stato prepotente che ci tratta come colonie. Per parlare di colonie però, bisogna conoscerne almeno un po’ di storia e non sbagliare i confronti.

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